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A Londra è cominciato così: Paul Mc Cartney e Bono degli U-TWO che cantano i Beatles davanti a 200.000 persone. E’ il Live Eight, il megaconcerto per l’Africa che si tiene in contemporanea in dieci città del mondo.
Alla vigilia del G-8 di Gleneagles artisti e pubblico ripetono la richiesta di cancellare il debito dei paesi poveri, e di investire per migliorare le condizioni di vita di milioni di africani.
Centinaia di migliaia anche a Roma, dove hanno cantato i Duran Duran, dopo Francesco De Gregori e Zucchero. “Facciamo qualcosa se vogliamo cambiare il mondo”, ha fatto appello Simon Le Bon.
A Berlino la gran folla che ha riempito la strada tra la Colonna della Vittoria e la Porta di Brandeburgo non era interessata solo alla musica.
“Sono qui per protestare contro il vertice del G-8 e i suoi tentativi di sfruttare politicamente i drammi dell’Africa”, dice un giovane.
La lunga maratona musicale era cominciata – per motivi di fuso orario – a Tokyo, in Giappone, con l’esibizione dell’islandese Byork in uno stadio strapieno di gente.
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