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George W. Bush ritorna alla Casa Bianca con tante promesse fatte e ancora tante critiche ricevute dopo il viaggio nelle zone devastate da Katrina. Le polemiche non si sono mai sopite da quel 29 agosto in cui l’uragano ha spazzato Mississippi, Luisiana, Florida e Alabama provocando la piu’ costosa catastrofe naturale della storia degli Stati Uniti.
Dopo l’ennesimo sopralluogo, Bush parla di piu’ potere al governo federale in caso di disastro, nega che il ritardo nei soccorsi sia dovuto al colore della pelle della maggior parte degli abitanti, e nega anche che la campagna militare in Iraq abbia ridotto la capacità di intervento dell’esercito americano.
In quanto al numero accertato delle vittime, il bilancio continua a salire: le stime ufficiali parlano di oltre 500 morti. Gli ultimi 45 corpi sono stati trovati all’interno del Memorial Medical Center: si tratta di pazienti morti nell’attesa di un intervento o deceduti già prima dell’inondazione.
Sul piano politico, è già caduta la testa del direttore della protezione civile Michael Brown: al suo posto Bush ha nominato ad interim David Paulison, un veterano dei Vigili del Fuoco.
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