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Manifestazioni, boicottaggi e minacce. Le armi adotatte dal mondo arabo contro le vignette su Maometto pubblicate in Danimarca cominciano a farsi sentire anche sul piano economico.

Le 12 caricature del profeta hanno portato in piazza ancora ieri centinaia di palestinesi a Gaza; l’ambasciata danese a Damasco è stata evacuata per un allarme bomba. Lo stesso è accaduto, per la seconda volta in due giorni, alla redazione del Jillands-Posten ad Aarhus, il giornale che, a settembre, aveva pubblicato le caricature.

La forma di protesta che però sta colpendo maggiormente la Danimarca è il boicottaggio. Colpito in pieno, è il secondo gruppo lattiero in Europa, Arla Foods, che sta perdendo oltre un milione di euro al giorno e medita sulla soppresisone di 140 posti di lavoro. Negli Emirati controlla il 70% del mercato e il boicottaggio è osservato da tutti i principali paesi arabi.

“E’ un grosso colpo -dice l’amministratore delegato Finn Hansen- i nostri affari sono precipitati nel giro di cinque giorni e tutto per 12 disegni”.

Diversi giornali europei hanno deciso di pubblicare le caricature nel nome del diritto di espressione. In Francia il direttore e il presidente di France Soir è stato per questo licenziato in tronco dall’editore, un francese di origine egiziana.

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