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È l’influenza aviaria il tema dell’incontro di oggi a Bruxelles fra i ministri dell’agricoltura dei 25 stati-membri dell’Unione Europea. Alcuni paesi chiedono alla Commissione di decretare lo stato di emergenza per la produzione avicola, in modo da sbloccare risorse economiche destinate al sostegno degli allevatori e vaccinare gli animali delle aziende del settore. Le nazioni interessate reagiscono in maniera diversa alla minaccia della pandemia. In Germania i casi confermati sono almeno 81, quasi tutti nell’isola di Rügen, nel nord del paese. Per circoscrivere il territorio le autorità hanno messo in campo l’esercito. Ieri è iniziata anche l’uccisione precauzionale dei volatili delle filiere vicine alla zona del contagio. Sull’isola ci sono 800 aziende con circa 400.000 animali. Lo stesso cancelliere Angela Merkel si è recata sul posto per controllare di persona la situazione: “E importante per ora che nessun animale di allevamento sia rimasto contagiato”.
I timori dell’esecutivo tedesco si stanno dimostrando fondati date le difficoltà di circoscrivere il contagio. Nonostante i militari che controllano l’unica strada d’accesso a Rügen decine di casi sono stati confermati in Mecklemburgo, sulla terraferma. In Italia intanto, nel fine settimana sono stati registrati altri sette casi sospetti e gli esperti temono che la malattia faccia prossimamente la sua comparsa in Spagna un paese finora risparmiato.
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