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Con l’arrivo al porto di Beirut della Fast Arrow comincia a prendere forma il contributo francese alla missione delle Nazioni Unite in Libano; contributo che prevede lo schieramento sul terreno di 2000 unità, sostenute da un dispositivo di artiglieria pesante formato da carri armati Leclerc, blindati, cannoni da 155 mm. Alla missione Unifil, che dovrebbe diventare operativa già a metà del mese, prenderanno parte anche contingenti di Russia e Cina, secondo le disponibilità annunciate ieri.

Nel paese il clima politico resta in grande movimento. Ieri sera migliaia di libanesi sono scesi in piazza nel centro della capitale per una imponente manifestazione promossa da Hezbollah. Parlando alla folla, Ali Ammar, deputato al parlamento, ha attaccato duramente il governo del quale pure gli Hezbollah fanno parte, accusato di aver superato i limiti ricevendo il premier britannico Tony Blair. Ammar ha poi chiesto un nuovo esecutivo con l’inclusione anche di esponenti cristiani come il generale Aoun.

Ieri, in un messaggio video pubblicato sul web, il numero due di al-Qaida al-Zawahiri, aveva per la prima volta minacciato direttamente la forza multinazionale, liquidandola come “nemica dell’Islam”.

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