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La guerra in Iraq ha aggravato la minaccia del terrorismo e ha provocato l’emergere di una nuova generazione di estremisti: è questa l’allarmante conclusione di un rapporto redatto dall’insieme delle 16 agenzie dei servizi segreti statunitensi e pubblicato dalla stampa.

Solo pochi giorni fa George Bush aveva affermato il contrario: cinque anni dopo l’undici settembre, aveva detto, gli americani sono piu sicuri. Il presidente statunitense, che difende su tutta la linea il conflitto in Iraq, si ritrova così, a poco più di un mese dalle elezioni legislative di novembre, smentito dai servizi segreti.

La Casa Bianca e il capo dell’intelligence John Negroponte hanno comunque già ribattuto che sono stati pubblicati solo alcuni estratti del rapporto, che non sono rappresentativi del documento nel suo insieme. Secondo la sintesi pubblicata dai giornali: gli Stati Uniti hanno colpito duramente Al Qaida, ma le reti del terrorismo si sono decentralizzate e si estendono indipendentemente.

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