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I creditori della società anglo-francese hanno approvato il piano di ristrutturazione del debito di 9 miliardi di euro proposto dall’amministratire delegato Jacques Gounon, mettendo così al riparo l’operatore del tunnel sotto la Manica, che da agosto è sotto amministrazione controllata, dal rischio di fallimento.

Il piano di ristrutturazionr prevede di dimezzare il debito portandolo a 4,9 miliardi di euro, grazie al prestito di 4 miliardi da parte di un pool di banche internazionali. La società anglo-francese cambierà denominazione sociale in “gruppo Eurotunnel” e avrà anche una nuova struttura del capitale: il 13% apparterrà agli azionisti, il restante 87% ai creditori.

A chiedere l’aiuto del tribunale era stata la stessa Eurotunnel, dopo che un suo precedente piano era stato bocciato dai detentori di obbligazioni. I quali, a metà dicembre, decideranno l’approvazione definitiva di questa nuova proposta di ristrutturazione. Ultima ancora di salvezza per la società che dal 1994, anno dell’inaugurazione del tunnel, tenta di invano di riemergere dall’incubo dell’indebitamento.

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