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La Spagna di Zapatero vuole saldare il debito con la storia e accordare il riconoscimento morale alle vittime della guerra civile. Questo obiettivo è rappresentato dalla cosiddetta “Legge della Memoria”, il progetto che ha superato il primo dibattito parlamentare, ma che suscita perplessità anche a sinistra in quanto non intende rivedere giuridicamente i processi dei tribunali speciali franchisti. La vice premier Maria-Teresa Fernadez de la Vega:
“E’ una legge che non si indirizza contro qualcuno in particolare, vuole senplicemente fare giustizia, è diretta a chi è stato privato del diritto di essere ricordato”. I conservatori hanno condotto un attacco frontale contro il testo. Un membro del partito popolare, Manuel Atencia: “Legiferare sulla cosiddetta memoria storica è un grave errore. Questo progetto intralcia la nostra stabilità politica”.
Oggi un gruppo di famiglie ha chiesto al giudice Baltazar Garzòn di indagare sulla sparizione di 30 mila spagnoli durante la guerra civile del 36-39 e sotto il franchismo dal ’39 al ’75. Nel nome della riconciliazione nazionale, la Spagna, ha amnistiato i crimini commessi durante il regime: una decisione presa nel ’77, nel cosiddetto periodo di Transizione, l’anno prima dell’adozione della Costituzione. La legge in questione propone la rimozione di tutti i simboli del franchismo e l’apertura delle fosse comuni oltre all’emissione di attestati riparatori e indennizzi individuali.
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