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Avanzata spettacolare della destra di Azione democratica, tenuta del Partito liberale al governo che però perde la maggioranza in parlamento. Sono queste le prime indicazioni uscite dalle elezioni legislative di ieri in Quebec. Mario Dumont, giovane leader di Azione democratica, soddisfatto del suo 31 per cento, ascrive al programma autonomistico del suo partito il merito di essere usciti dal dilemma indipendenza-si-indipendenza-no, e di aver cominciato a parlare di sanità, economia, istruzione.
Sulla base dei risultati di ieri, il Quebec, provincia francofona del Canada, per la prima volta dal 1878 sarà governato da un esecutivo di minoranza. I liberali di Jean Charest infatti pur restando il primo partito, perdono la maggioranza in parlamento, dove prima disponevano di 72 seggi su 125. “Gli elettori hanno espresso un giudizio severo”, ha riconosciuto il leader liberale. “Siamo stati puniti per non aver in pieno mantenuto le promesse di tagli alle tasse”.
Solo terzo, con il 28 per cento dei voti e 36 deputati, il separatista Partito del Quebec, che promette una opposizione vigilante. Nonostante che al referendum sulla secessione nel 1995 i separatisti siano stati battuti con un margine di 20 punti, il partito di André Boisclair continua a sognare l’indipendenza.
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