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Mosca ha sospeso l’applicazione del Trattato sulle armi convenzionali in Europa in risposta all’installazione del nuovo scudo antimissile americano in Polonia e Repubblica Ceca. A Oslo, dove partecipa ai colloqui Nato-Russia, il ministro degli esteri di Mosca, Sergey Lavrov, ha confermato l’intenzione della Russia di congelare il trattato come minacciato dal presidente Vladimir Putin nel discorso sullo stato della nazione.
“Non possiamo ignorare che le installazioni militari della Nato stiano minacciando i nostri confini. Quello che ci preoccupa è il fatto che la versione aggiornata del trattato, se si esclude la Russia e qualche altro stato, non sia ancora stata ratificata da nessuno. Se il dialogo non porterà a cambiamenti radicali, se gli altri Paesi non ratificheranno il trattato, allora la Russia dovrà per forza uscirne”.
Jaap de Hoop Scheffer, segretario generale della Nato, non nasconde la sorpresa per l’atteggiamento assunto da Mosca.
“La scelta della Russia è stato accolta da tutti noi con preoccupazione, delusione e dispiacere. Gli alleati sono tutti d’accordo nel ritenere il Trattato sulle forze convenzionali una pietra miliare della sicurezza europea”.
Il Trattato fu sottoscritto a Parigi nel 1990 dai membri della Nato e dai Paesi appartenenti all’allora Patto di Varsavia. Nel 1999 fu rivisto sulla base delle nuove alleanze internazionali. Solo Russia, Bielorussia, Ucraina e Kazakhstan, però, lo hanno ratificato.
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