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I biocombustibili al centro di una strategia planetaria di tutela dell’ambiente: è la proposta che il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha presentato alla commissione europea in occasione di una conferenza internazionale a Bruxelles.
Il Brasile è il principale produttore mondiale di carburanti vegetali, rinnovabili e puliti.
Unendo alla benzina delle auto l’etanolo prodotto dalla canna da zucchero, ha ridotto del 40% il consumo e l’importazione di carburanti fossili e, dal 2003, di 120 milioni di tonnellate le emissioni di anidride carbonica.
“Venti paesi producono l’energia per circa duecento paesi. Con i biocombustibili, piu’ di cento paesi potranno produrre energia, democratizzandone l’accesso” – ha dichiarato Lula
Trova terreno fertile il presidente brasiliano a Bruxelles: obiettivo dell’Unione è quello di portare entro il 2020 al 20% l’utilizzo di energie rinnovabili e quello dei biocombustibili al 10%. Tra il 2005 e il 2006 la produzione europea di biocombustibili è aumentata del 60%.
Se gestiamo bene questo processo, per esempio in favore dei paesi in via di sviluppo – spiega il commissario agli affari esteri Benita Ferrero-Waldner – se apriamo i nostri mercati alla loro produzione agricola, loro ne trarranno beneficio”
Un “Si” collettivo allo sviluppo internazionale dei biocombustibili, dunque. Ma al tempo stesso l’impegno è quello di non sottovalutare i problemi posti dalla deforestazione, e dall’utilizzo di pesticidi e Ogm.
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