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Il Natale è arrivato con due settimane di ritardo in Serbia, Russia e in altre chiese ortodosse dell’est, che seguono il calendario giuliano. Qui, la nascita di Gesù si festeggia il sette gennaio anziché il venticinque dicembre.
A Belgrado, il presidente serbo Boris Tadic ha partecipato alla funzione religiosa insieme a centinaia di fedeli riuniti nella cattedrale.
In Montenegro, la celebrazione del Natale si accompagna all’antico rito che prevede di bruciare rami di quercia al crepuscolo, mentre il sacerdote benedice i fedeli.
Cerimonia solenne anche nella cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca. L’edificio, distrutto in epoca staliniana, è stato ricostruito sul modello originale: simbolo della ritrovata centralità della Chiesa ortodossa russa in epoca post sovietica. La funzione è stata officiata dal Patriarca Alessio II.
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