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E’ a Parigi, davanti alla platea dei conservatori dell’Ump, che l’ex premier britannico Tony Blair ha pronunciato, in francese, il discorso che lo lancia verso la presidenza del nuovo Consiglio europeo; l’organo che scaturirà dal nuovo trattato fortemente voluto dal presidente francese Nicolas Sarkozy.
“Se fossi negli Stati Uniti – ha detto – sarei democratico, in Gran Bretagna sono laburista. In Francia, sarei… probabilmente al governo. No, no, sto scherzando, resto nella mia famiglia politica. In Francia sarei nel partito socialista, ma a fianco di coloro che hanno a cuore la sua trasformazione”.
Sarkozy, che sostiene la candidatura europea di Blair, ha volentieri accettato la provocazione umoristica dell’ex premier. “Certo che è socialista – ha affermato -. Ma un socialista così ha tutto il posto che vuole nel governo francese. Tony Blair è uno dei Grandi d’Europa. Ha giocato un ruolo cruciale nell’adozione del trattato semplificato. E voglio dire a Tony: sono convinto che abbiamo bisogno del Regno Unito in Europa; che noi abbiamo bisogno di voi, che il vostro posto è nell’Unione europea”.
La carica di presidente del Consiglio europeo riformato dovrebbe essere assegnata proprio quando la Francia avrà la presidenza di turno, l’ultima del vecchio ordinamento, dell’Unione europea.
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