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La Russia incassa un nuovo successo nella battaglia per l’energia in Europa. A Mosca il presidente serbo Boris Tadic, ha incontrato l’omologo russo Valdimir Putin e il suo probabile successore Dimitri Medvedev per accordarsi sulla cessione della più grande azienda gaspetrolifera della ex Jugoslavia alla Russia.
In più Belgrado permetterà al gasdotto russo italiano “South Stream” di attraversare il suo territorio. Accordi miliardari nel settore energetico, che fanno da contrappeso ad una rinnovata alleanza sul piano politico, in particolare sulla questione kosovara.
“Siamo categoricamente contrari – ha ribadito Putin – alla dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo, perchè potrebbe provocare dei seri danni per tutto il sistema del diritto internazionale e avrebbe delle conseguenze negative per i Balcani e anche per il resto del mondo”.
Nei dettagli, con l’accordo di oggi il gigante russo Gazprom si è aggiudicato il 51 per cento di Nis, società serba per gas e petrolio. La cifra pagata non è ancora nota, ma l’offerta iniziale era nettamente inferiore al valore di mercato dell’azienda.
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