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Sospende la campagna elettorale, dichiara pieno appoggio a Barak Obama, non chiarisce quale sarà il suo ruolo a fianco del senatore dell’Illinois. Davanti a duemila sostenitori, al National Building Museum di Washington, Hillary Clinton scioglie alcuni dubbi e ne infittisce altri.

Su un punto è stata chiara. Appoggerà al 100% la corsa alla Casa Bianca di Obama.

“Il modo per continuare la nostra battaglia, per raggiungere gli obiettivi per i quali siamo qui ora è uno solo: utilizzare la nostra energia, la nostra passione, la nostra forza per fare tutto cio che possiamo per far eleggere Barak Obama presidente degli Stati Uniti”.

Una donna alla Casa Bianca. Lo sforzo non è stato vano. L’obiettivo è solo rimandato.

“Se siamo stati capaci di lanciare nello spazio 50 donne, un giorno riusciremo a lanciare una donna anche nella Casa bianca”.

Clinton ha parlato di sospensione, non di rinuncia. Non lo ha fatto a caso. Questa decisione le permette di continuare a raccogliere fondi per ripianare i 30 milioni di dollari di debiti accumulati in campagna elettorale. Ma soprattutto di conservare il controllo su molti delegati cioè di sedersi al tavolo di Obama con un potere contrattuale elevato.

E qui tornano i dubbi: Clinton non ha chiesto a Obama di far parte del ticket. Non in pubblico almeno.

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