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OK Il Kosovo ha la sua Costituzione. La Carta, approvata lo scorso aprile dal Parlamento kosovaro, è entrata in vigore a quattro mesi dalla proclamazione unilaterale di indipendenza, nonostante la dura opposizione di Belgrado. Un passaggio che segue l’adozione dell’inno e della bandiera nazionali e che per le autorità di Pristina rappresenta il culmine del processo di formazione statale.
“E’ un momento storico per il Kosovo” spiega il presidente Fatmir Sejdiu. “L’approvazione della Costituzione rappresenta l’atto più importante dopo la dichiarazione di indipendenza. Costituisce anche un importante messaggio sulla democrazia in Kosovo per la comunità internazionale e l’Unione Europea”.
Dura la reazione della Serbia, per la quale il territorio kosovaro a maggioranza albanese resta una sua provincia meridionale. “Non accettiamo questa Costituzione – ha affermato il presidente Boris Tadic alla stampa – è un atto politicamente nocivo e privo di qualsiasi valore legale”.
La Carta è stata definita illegittima anche dai rappresentanti della comunità serba in Kosovo. A Gracanica – piccolo villaggio a pochi chilometri da Pristina che conta la più alta concetrazione di serbi kosovari – molti cittadini, nonostante l’indipendenza, si considerano ancora serbi.
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