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Ultimo comizio, prima di elezioni dall’esito scontato. Robert Mugabe, 84 anni, al potere in Zimbabwe da quasi trenta, ha ignorato tutti gli appelli e le critiche della comunità internazionale e si prepara al ballottaggio di domani: un secondo turno in cui è l’unico candidato in lizza.
Un voto la cui irregolarità è stata denunciata anche da antichi alleati africani di Mugabe e da personalità come Nelson Mandela. Il presidente, durante il cui lungo regno l’economia dello Zimbabwe è andata letteralmente in rovina, si è detto pronto al dialogo dopo il voto.
Ma il leader dell’opposizione rifiuta già. Morgan Tswangirai si è ritirato domenica dalla corsa elettorale, per evitare ulteriori violenze contro i suoi sostenitori. Lui stesso si è rifugiato all’ambasciata olandese, mentre il suo numero due Tendai Biti è uscito dal carcere pagando una cauzione da mille miliardi zimbabwesi, pari a 90 dollari statunitensi.
All’ambasciata sudafricana, fa già la fila chi spera di fuggire dal paese e di ricevere asilo politico.
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