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La presidenza francese scalda i muscoli contro il surriscaldamento climatico. A Saint Cloud, vicino a Parigi, il ministro dell’Ambiente francese, Jean-Louis Borlo,presidente di turno dell’Unione, ha riunito i 27 per iniziare i negoziati al fine di arrivare entro l’anno con un accordo sul pacchetto ambiente, L’obiettivo: ridurre le emissioni di CO2 entro il 2020, (prendendo come anno di riferimento il 1990).
I 27 vogliono raggiunger un’intesa per arrivare con una proposta spendibile alla conferenza di Copenhagen nel 2009, in cui a livello internazionale si discuterà del dopo Kyoto. “È la prima volta che una regione del mondo decide di modificare i fondamentali della sua economia, delle sue industrie e della sua energia per entrare nel secolo della scarsità: scarsitàdi frutti, della diversità, scarsità d’ossigeno senza CO2 e di certe energie”.
Nelle intenzioni di Bruxelles la riduzione, entro il 2020, di CO2 del 20% deve andare di pari passo con l’incentivo dell’uso delle energie rinnovabili, che dovrebbero rappresentare il 20% del consumo totale fra 12 anni e dei biocarburanti, che dovrebbero rappresentare il 10% del totale.
La posizione dei 27 non è unanime. Un eventuale sistema di quote inquinanti a pagamento, messe all’asta, che dovrebbe essere introdotto nel 2013, non aiuta oggi a colmare il solco delle differenze europee.
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