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Radovan Karadzic ha deciso di difendersi da solo. I suoi avvocati di guadagnare tempo. La linea difensiva dell’ex capo politico dei serbi di Bosnia ha assunto contorni definiti. Davanti al Tribunale penale internazionale per i crimini nell’ex Jugoslavia, l’ex ricercato numero uno, imiterà Slobodan Milosevic: tenterà in prima persona di scagionarsi dalle accuse di genocidio e crimini di guerra.
Suo fratello, Luka Karadzic, ha confermato le anticipazioni di Svetozar Vujacic, avvocato dell’ex leader dei serbi di Bosnia. Per ritardare il piú possibile l’estradizione all’Aja verrà presentato ricorso solo venerdí, termine ultimo previsto dalla legge. Al fratello, Karadzic ha inoltre manifestato l’intenzione di rinunciare alla folta barba che ne ha favorito la lunga latitanza.
In attesa dell’estradizione l’ex super ricercato è detenuto in una cella di sicurezza del Tribunale di Belgrado per i crimini di guerra.
Bruno Vekaric, portavoce del procuratore generale, è scettico sulle possibilità che il prigioniero possa essere trasferito entro la fine della settimana.
“La scadenza per presentare appello è tre giorni. Considerato che sarà depositato venerdí, poi bisognerà attendere che i giudici lo esaminino. Credo che la Corte d’Appello non aspetterà gli ulteriori tre giorni previsti dalla legge per pronunciarsi nel merito. Tutto potrebbe comunque slittare alla prossima settimana”.
Considerato l’ideatore dei massacri di migliaia di musulmani a Srebrenica e Sarajevo, Radovan Karadzic deve rispondere di genocidio, sterminio e deportazione.
Da 13 anni all’Aja tutto è pronto per accoglierlo.
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