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Il raccoglimento, prima delle parole. Arrivato ieri sera tardi a Tel Aviv, Barak Obama ha iniziato prestissimo, stamane, la sua visita in Israele e Cisgiordania. Il candidato democratico alla Casa Bianca ha reso omaggio alle vittime dell’olocausto al museo Yad Vashem di Gerusalemme. Solo all’uscita, prima di incontrare i principali leader israeliani e palestinesi, ha reso le prime dichiarazioni ai giornalisti. “Se saró eletto presidente – ha affermato – cercheró di rendere ancora piú saldi i legami tra Stati Uniti e Israele”.
Concetto sviluppato anche nei colloqui avuti in un albergo di Gerusalemme con il presidente dello stato ebraico, Shimon Peres e il ministro della difesa Ehud Barak. Quella in Israele e Cisgiordania è una delle tappe piú delicate della visita in Medioriente del senatore dell’Illinois che proviene dalla Giordania e nei giorni scorsi ha fatto tappa in Afghanistan, Iraq e Kuwait.
Il candidato democratico alla presidenza ha condannato l’attentato di ieri a Gerusalemme. Un palestinese alla guida di un bulldozer, ha ferito 16 persone. A pochi metri dall’albergo di Obama.
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