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Minacce di ulteriori ritorsioni dalla Libia se la Svizzera non si scuserà per il caso di Hannibal Gheddafi. Il figlio del colonnello Muammar, arrestato il 15 luglio a Ginevra, sostiene di essere stato maltrattato dalla polizia elvetica. Gli agenti, accusa il quartogenito, gli avrebbero messo un cappuccio e puntato una pistola alla testa. Versione smentita dalla polizia.

Il Paese arabo ha già ridotto i collegamenti aerei con la Svizzera, sospeso la concessione di visti ai suoi cittadini, ordinato la chiusura delle imprese elvetiche in Libia e fermato i responsabili locali delle compagnie Nestlé e Abb.

Jean Philippe Jeannerat, portavoce del ministero degli esteri di Berna, è serio: “E’ una situazione straordinaria, non mi ricordo di nulla di simile negli anni passati. Ha tutto il potenziale di una crisi. Ma giustamente se abbiamo inviato una delegazione è per cercare di prevenire una crisi”.

Hannibal Gheddafi, che in passato ha avuto guai con la giustizia francese per violenze e eccesso di velocità, questa volta è stato fermato insieme alla moglie in un albergo di lusso di Ginevra per aver percosso due domestici.

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