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Dopo sette anni di trattative i negoziati sulla liberalizzazione del commercio internazionale, cominciati a Doha, sono falliti. I 153 Paesi aderenti all’Organizzazione mondiale del commercio si erano dati appuntamento a Ginevra per quest’ultimo incontro. Hanno discusso per nove giorni: numerosi gli accordi, poi un insormontabile ostacolo finale.
“Non è il caso di menare il can per l’aia, quest’incontro è fallito. I membri non sono riusciti a risolvere i loro contrasti”, ha detto il direttore generale dell’Omc Pascal Lamy.
A puntare i piedi sono stati Paesi in via di sviluppo come Cina e India che, volendo proteggere i propri contadini, chiedevano di poter aumentare i dazi nel caso di un’invasione di prodotti agricoli stranieri.
Gli Stati Uniti, cui già era stato chiesto lo sforzo di limitare i sussidi ai propri agricoltori, non hanno accettato questa ulteriore limitazione.
Saltato l’accordo complessivo l’Unione Europea si è invece rimangiata l’intesa sulle banane che i paesi latino-americani avevano faticosamente ottenuto.
Il ministro dell’agricoltura dell’Ecuador Walter Poveda si dice deluso: “Da una parte si parla di globalizzazione, di eliminazione delle frontiere per il commercio mondiale e poi si distrugge tutto”.
Gli analisti temono che ora, appurata l’impossibilità di trovare regole mondialmente condivise, si ritorni agli accordi doganali fra Paese e Paese o peggio al protezionismo.
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