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Vladimir Putin visita i feriti e i profughi dell’Ossezia del sud. Di ritorno da Pechino, il primo ministro russo s‘è recato a Vladikavkaz, capoluogo della regione russa dell’Ossezia del nord. Lì si sarebbero rifugiate almeno 34mila persone in fuga dalla guerra. Putin ha ascoltato racconti disperati di violenze, che ha definito “inimmaginabili per ogni persona civilizzata”.
Per il premier russo “è difficile immaginare che l’Ossezia del sud possa tornare a far parte dello stato georgiano, dopo tutto quello che è successo”.
Appena rientrato a Mosca, Putin ha incontrato il presidente Medvedev e ha dichiarato: “In Ossezia del sud ho trovato una situazione tragica, molto difficile soprattutto per anziani, donne e bambini. Hanno dovuto assistere ad atrocità di ogni genere. Vorrei che il presidente Medvedev prestasse molta attenzione alle loro testimonianze: non parlano di azioni militari, ma di violenze indiscriminate. Qui ci sono elementi per definire come genocidio ciò che sta accadendo contro la popolazione in Ossezia del sud”.
Intanto però Russia e Georgia si sarebbero accordate per l’apertura di due corridoi umanitari. L’obiettivo è l’evacuazione completa di feriti, profughi e giornalisti.
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