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Alla prova dei fatti oggi l’accordo di principio sul piano di pace proposto dall’Unione Europea attraverso il suo presidente di turno Nicolas Sarkozy.
La scorsa notte il presidente georgiano Saakashvili ha accettato il documento in sei punti, dopo l’okey di Mosca, ottenendo pero’ di omettere il riferimento allo statuto delle repubbliche separatiste.
Sarkozy ha dunque parlato di “avvio di trattative internazionali sulla sicurezza e la stabilità in Abkazia e in Ossedia del Sud”, formulazione che omette l’espressione “statuto futuro” della repubblica.
Il piano prevede la fine delle ostilità militari, l’mpegno delle parti a non ricorrere piu’ alla forza, l’apertura agli aiuti umanitari, il ritiro delle forze russe dalle loro posizioni iniziali, e il ritorno delle unità georgiane ai loro accantonamenti. Tolto dunque il sesto punto, su richiesta di Tbilisi, anche se stamane la Russia è tornata a insistere sulla necessità di discutere dello statuto dei territori separatisti a livello internazionale.
Già ieri il presidente russo Medvedev aveva risollevato la questione. “Gli osseti del sud e gli abkazi possono, vogliono vivere sotto l’autorità della Georgia? ha detto. Dovrebbero rispondere loro stessi a questa domanda. Il diritto internazionale ha consentito l’autodeterminazione e la comparsa di nuove nazioni sulla cartina del mondo, ricordiamoci, per esempio del Kosovo.”
L’indipendenza unilaterale del Kosovo lo scorso febbraio – un evento a cui Mosca si era fortemente opposta.
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