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La Georgia reagisce duramente alla presa di posizione del Parlamento russo. Da Gori il presidente georgiano ha ribadito le accuse a Mosca. Saakashvili è arrivato nella città simbolo dell’invasione russa per toccare con mano la distruzione portata dagli scontri, parlando anche con i residenti. Saakashvili è inoltre intervenuto durante una riunione d’emergenza del governo convocata proprio a Gori, definendo ingiustificata l’aggressione russa, paragonata all’attacco di Stalin contro la Finlandia o all’occupazione nazista dell’Europa.
Da Gori, le reazioni rimbalzano a Poti, il porto sul Mar Nero da dove i militari russi non sembrano avere intenzione di volere lasciare la presa. “La comunità mondiale – ha detto il sindaco – riconosce l’integrità territoriale della Georgia con i confini che includono Abkhazia e Ossezia del Sud. Dunque, la decisione della Duma non è molto importante”.
Il ministero della Difesa russo ha fatto sapere che i militari continueranno a pattugliare Poti. Le merci in transito dal porto saranno ispezionate dai militari, che, sostiene Mosca, ne hanno il diritto, in base al mandato di peacekeeping previsto dall’accordo per il cessate il fuoco.
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