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Ossezia del Sud e Abhkazia considerano l’indipendenza cosa fatta. Anche se la dichiarazione del Parlamento russo in favore dell’autonomia delle province georgiane separatiste non è che una mossa della partita che si gioca sul piano internazionale. Per gli abitanti della capitale osseta Tskhinvali è comunque un giorno di festa:
“Ora avremo una vita normale, la pace, la tranquillità, la libertà, possibilità di sviluppo” dice una ragazza.
“Sono felice…Era tanto tempo che aspettavamo questo giorno” spiega una signora.
Intanto sul terreno tiene il cessate il fuoco fra Russia e Georgia che tuttavia si accusano reciprocamente di preparare nuove azioni militari. E nel Mar Nero resta alta la tensione per la presenza nel porto georgiano di Poti di navi militari russe. Poco più a Sud, a Batumi, sono giunte navi militari statunitensi per portare aiuti umanitari.
Le truppe abkhaze denunciano il ritrovamento di un arsenale che sarebbe stato abbandonato dall’esercito georgiano. Il Comandante in Capo delle Forze separatiste David Sandzava parla addirittura di “armi di distruzione di massa”.
Ieri il parlamento russo ha votato un appello affinchè il Presidente Dmitri Medvedev riconosca l’indipendenza delle province separatiste. Il Capo del Cremlino non ha ancora firmato la dichiarazione, ma la sua risposta alle critiche dei partner occidentali la dice lunga:
“Siamo pronti a prendere qualsiasi decisione, anche a sospendere del tutto i rapporti che abbiamo con la Nato. Ma questa resta ovviamente l’extrema ratio”.
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