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L’Onu all’angolo. Dopo la decisione della Russia di riconoscere le repubbliche secessioniste della Georgia, il Consiglio di Sicurezza, che già fino ad ora aveva avuto un ruolo marginale, rischia lo stallo completo. Michelle Montas, portavoce del Segretario Generale Ban Ki-moon:
“Gli ultimi sviluppi potrebbero avere implicazioni per la sicurezza e la stabilità del Caucaso. Il Segretario Generale si rammarica del fatto che ora gli sforzi del Consiglio di Sicurezza per trovare una soluzione comune alla crisi subiranno una battuta di arresto”.
In seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di cui la Russia è membro permanente, Stati Uniti, Francia e Regno Unito lamentano ora la maggior difficoltà di trovare un compromesso. Tutte le risoluzioni sulla Georgia, dove dal 1993 sono presenti osservatori dell’Onu, erano basate sull’integrità territoriale del Paese. Che adesso, dal punto di vista russo, non conta più.
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