
Lavrov: sì a monitoraggio ONU nella zona tampone fra Georgia e Ossezia del sud
27/08/08 19:56 CET
Georgia
mondo
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Mosca è pronta ad acccettare la presenza di osservatori dell’ONU nella zona cuscinetto intorno all’Ossezia del sud. Lo ha detto il ministro degli esteri russo Serguei Lavrov. E anzi, ha detto Lavrov, le forze russe si ritirerebbero immediatamente se venisse dispiegato un sistema di monitoraggio internazionale in grado di prevenire gli attacchi georgiani. Nell’area ci sono già alcune decine di inviati dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che operano in coordinamento con la polizia georgiana.
La zona è del resto quasi deserta, come a Odzisi, un villaggio georgiano vicino al confine con l’Ossezia del sud, dove sono rimaste pochissime famiglie. A far scappare gli abitanti sono state le scorrerie compiute da presunte bande ossete provenienti da oltre frontiera. Gli assalti notturni, i roghi di case e i saccheggi starebbero ancora continuando. Così, è rimasto solo chi non aveva i mezzi per partire o chi aveva la fattoria a cui badare:
“Adesso stiamo abbastanza bene – dice un capofamiglia – Non ci stanno facendo niente di male. Ma chissà quello che succederà in futuro”.
In queste aree di confine, da una parte e dall’altra, del resto, 9 famiglie su 10 sono miste, georgiane e ossete nello stesso tempo.
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