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“Non abbiamo paura di una nuova guerra fredda”: lo ha detto il presidente russo Dimitri Medvedev dopo aver firmato il decreto di riconoscimento delle due repubbliche di Abkhazia e Ossezia del Sud, che il resto del mondo ancora considera parte della Georgia.
“La palla è nel campo degli europei – ha dichiarato Medvedev -. Se vogliono un peggioramento delle relazioni, lo avranno. Ma se vogliono mantenere relazioni strategiche – cosa che è assolutamente nell’interesse di Russia ed Europa – allora penso che tutto andrà bene”.
Nei due territori, che insieme hanno poco più di 300.000 abitanti, la gioia è scoppiata.
I leader dei neonati Paesi si sono già detti disponibili a firmare accordi di cooperazione militare con il Cremlino, vale a dire che accetteranno l’installazione di basi russe.
Se la Georgia dovesse entrare nella Nato Mosca avrebbe così a disposizione due zone cuscinetto a separarla dall’Alleanza e forze armate sul posto pronte a intervenire.
In un discorso televisivo, il presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha accusato la Russia di star tentando di “modificare le frontiere dell’Europa con la forza” e ha definito il riconoscimento dell’indipendenza delle regioni come un atto totalmente illegale.
Alle scene di giubilo dei secessionisti fanno da contraltare le manifestazioni dei georgiani che hanno dovuto lasciare le loro case in Abkhazia e Ossezia del Sud. I profughi hanno picchettato l’ambasciata russa a Tblisi.
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