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Giornata di sciopero a Bankok. Migliaia di manifestanti, della maggior confederazione sindacale del settore pubblico, sono scesi in piazza di fronte alla sede del governo tailandese, occupata ormai da otto giorni, per chiedere le dimissioni del premier Samak Sundaravej.
La città è paralizzata: le scuole sono chiuse, sono sospese le forniture di acqua e elettricità per 10milioni di persone, e i mezzi di trasporto pubblico viaggiano a regime ridotto.
“La posizione di Samak in questo momento è indifendibile – spiega questo analista politico – E’ giunto il momento di andarsene ed è’ questione di ore o di giorni, non di mesi”.
Il premier, che ieri ha dichiarato lo stato di emergenza è accusato di frode elettorale e di essere agli ordini dell’ex uomo forte della Thailandia, Thaksin Shinawatra, già accusato di corruzione e rovesciato da un colpo di stato nel 2006, esiliato in Gran Bretagna.
Durante gli scontri tra oppositori e sostenitori del governo di ieri, considerati i piu’ violenti accaduti nella capitale negli utlimi 16 anni, ha perso la vita un uomo e 45 persone sono rimaste ferite.
La Commissione elettorale ha raccomandato all’ufficio del procuratore generale lo scioglimento il Partito del potere popolare.
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