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Dalla guerra sul terreno al conflitto giuridico: Georgia e Russia contrapposte in seno alla Corte Internazionale di Giustizia. Da oggi si riunisce a L’Aja il tribunale che valuterà la denuncia per “violazione dei diritti umani” che Tbilisi ha presentato contro Mosca.
Secondo il governo georgiano, durante il conflitto in Ossezia del Sud e Abkazia, l’esercito russo avrebbe metodicamente condotto una “pulizia etnica” nei confronti dei georgiani delle due repubbliche separatiste poi riconosciute da Mosca. Una crociata basata su “atti di discriminazione razziale” che continuerebbe e che, sempre secondo Tbilisi, ha costretto poco meno di 150.000 georgiani ad abbandonare le proprie case.
La Georgia si era rivolta alla Corte di Giustizia un mese fa, a seguito della guerra cominciata il 7/8 agosto. Per Tbilisi dal 1990 ad oggi sono circa 400.000 i georgiani allontanati dalle due province.
La Russia, che avrà tre giorni per presentare i propri argomenti, non solo contesta le accuse nel merito ma avanza dubbi sulla competenza della corte in materia.
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