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Diplomazia e decisioni sul terreno su binari paralleli che non s’incontrano. Il ritiro di truppe russe dalla Georgia dà deboli segni di cominciare mentre Mosca promette l’invio di 7.600 uomini fra Ossezia del Sud e Abkhazia. E il Presidente Dmitri Medvedev ordina la creazione di basi militari nelle regioni georgiane separatiste che Mosca considera indipendenti.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva già chiarito: le nostre truppe resteranno a lungo nelle due province del Caucaso.
Una decisione che a sentire Mosca, è giustificata dalla necessità di garantire la pace. Parallelamente c‘è la promessa fatta nel vertice di ieri con il Presidente di turno dell’Unione Europea Nicolas Sarkozy: ritiro dei soldati russi dalla Georgia entro un mese. Promessa che nella capitale georgiana Tbilisi viene presa con il beneficio del dubbio:
“Non credo che se ne andranno, hanno portato un sacco di mezzi militari… Dubito che se ne andranno”.
Intanto il Cremlino ha disposto che con Ossezia del Sud e Abkhazia siano stabilite relazioni diplomatiche ufficiali.
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