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Tutti a terra. Aerei, passeggeri e dipendenti. XL Leisure, terzo tour operator britannico, ha portato i libri in tribunale e si affida all’amministrazione controllata. Il gruppo, proprietario di una compagnia aerea low cost, di agenzie di viaggio, di villaggi turistici e di una catena di alberghi, è rimasto stritolato dall’impennata del petrolio. I suoi 1700 dipendenti rischiano il licenziamento. I passeggeri di non andare in vacanza o di restarci. E la rabbia monta.
“Veniamo da Newport. Non ci hanno dato informazioni, nessuna comunicazione alla radio, neppure nel pullman a proposito delle cancellazioni. Siamo arrivati qui, ci siamo diretti agli arrivi e ci hanno comunicato con un volantino che i voli erano stati cancellati”.
L’azienda fa sapere che chi ha prenotato una vacanza tutto compreso sarà rimborsato, chi invece un semplice volo puó scordarselo.
Il gruppo britannico ha due filiali estere, una in Francia, l’altra in Germania.
I responsabili locali giurano sulla loro indipendenza e garantiscono ai propri clienti sonni tranquilli perchè non sono coinvolti nel fallimento.
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