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É la fine delle banche d’investimento. Gli Stati Uniti rinunciano a una fetta di liberismo sull’altare della stabilità. Morgan Stanley e Goldman Sachs rinunciano al loro statuto per diventare semplici società bancarie. Come tutte le banche d’ora in poi saranno sottoposte al controllo della Federal Reserve e dovranno esibire depositi a garanzia delle proprie attività. Tradotto: evitano il fallimento, ma saranno meno redditizie.
Scelta inevitabile secondo i guru dell’economia. “Stiamo assistendo, probabilmente, a un momento storico. Credo ci sarà una totale ristrutturazione, un ripensamento del settore bancario e finanziario internazionale. É il risultato della crisi”.
La decisione della Fed segue quella dell’Amministrazione Bush che ha presentato al Congresso un piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari, 500 miliardi di euro. Dall’inizio della crisi il governo ha stanziato 1.300 miliardi di euro. I posti di lavoro a rischio sono 85 mila.
La Federal Reserve non ha avuto esitazioni nell’accordare a Morgan Stanley e Goldman Sachs il cambio di statuto, unico salvagente per evitare che le ultime due banche d’investimento del paese fossero risucchiate nel buco nero della crisi.
Dopo il fallimento di Lehman Brothers, la Banca centrale americana si è resa conto che il modello delle banche d’investimento non avrebbe piú potuto funzionare.
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tags: Società (economia)
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