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Ammainata la bandiera, smantellato il posto di blocco, l’esercito russo lascia uno dei suoi avamposti in Georgia, nella zona cuscinetto a ridosso dell’Ossezia del Sud.
E’ il primo segno tangibile della volontà di Mosca di ritirarsi, commentano gli osservatori europei nella regione.
Secondo gli accordi di pace che hanno posto fine alla guerra con la Georgia, la Russia si impegna infatti a ritirare entro il 10 ottobre il suo esercito dal territorio propriamente georgiano.
Il checkpoint smantellato oggi, a nord di Gori, si trovava in prima linea. Tra pochi giorni la presenza russa dovrebbe limitarsi alle regioni separatiste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, com’era prima della guerra.
Gli osservatori europei, 200 uomini non armati, monitoreranno il ritiro delle truppe.
Per discutere di sicurezza e del ritorno dei profughi, il 15 ottobre riprendono a Ginevra i negoziati. Intanto appena due giorni fa, un nuovo attentato ha sconvolto la regione.
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