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Gli aiuti umanitari continuano ad arrivare in soccorso alla popolazione algerina, colpita duramente dalle inondazioni questa settimana.
In tutto, una trentina di persone sono morte, travolte dalla violenza dell’acqua, una cinquantina sono rimaste ferite, nella regione di Ghardaia, 600 chilometri a sud di Algeri, una valle iscritta nel patrimonio mondiale dell’Unesco.
Le inondazioni, provocate da forti piogge proprio nel giorno della festa dell’Aid, che celebra la fine del Ramadan, hanno distrutto abitazioni e strade.
In alcuni villaggi l’acqua ha raggiunto gli 8 metri di altezza, e ora ritirandosi lascia una scia di devastazione.
“Abbiamo chiesto al governo di aiutarci per ciò che è successo – racconta un abitante della regione – come vedete abbiamo perso tutto, i nostri risparmi, i nostri mobili. Anche i nostri animali sono morti. E’ una catastrofe”.
Centinaia di persone sono rimaste senza casa a causa delle inondazioni, in alcuni locali sono stati allestiti degli accampamenti di fortuna.
Misure sanitarie eccezionali sono state applicate per evitare il diffondersi di epidemia dovute alla contaminazione dell’acqua potabile.
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