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Tre europei vincono quest’anno il Nobel per la medicina. A rivelarne i nomi, a Stoccolma, il Presidente del Comitato per il Nobel Bjorn Fredhom. Il premio di 10 milioni di corone svedesi, un milione circa di euro, va metà all’ex Direttore del Centro tedesco per la ricerca sul cancro Harald zur Hausen per le sue ricerche sul papilloma virus e l’altra metà ai virologi francesi Françoise Barré-Sinoussi e Luc Montagnier, scopritori del virus HIV, responsabile dell’AIDS.
Le scoperte di zur Hausen, attualmente docente all’università di Düsseldorf, hanno permesso grandi progressi nello studio del tumore del collo dell’utero che è il secondo tumore più diffuso fra le donne: “Questo premio significa molto per me – ha detto zur Hausen – Perché è un riconoscimento dell’importanza degli agenti infettivi nello sviluppo del cancro”.
Le ricerche di zur Hausen hanno tra l’altro consentito di arrivare a un vaccino contro questo tipo di tumore, in grado di proteggere le donne, se praticato in giovane età.
La ricercatrice francese Françoise Barré-Sinoussi, dell’Istituto Pasteur, è l’ottava donna a vincere il Nobel per la medicina. Il premio le è stato attribuito per aver per la prima volta isolato il virus della sindrome dell’immunodeficienza acquisita, insieme al collega Luc Montagnier. E’ la seconda volta, in vent’anni, che la ricerca sull’AIDS procura un Nobel. Il primo era stato attribuito a due statunitensi, nel 1988, per la scoperta dei primi farmaci contro la malattia.
Montagnier è stato protagonista di una polemica con l’americano Robert Gallo. I due scienziati si disputavano il primato dell’individuazione del virus. La polemica è stata risolta solo di recente.
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