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Binari vuoti, stazioni deserte: giornata di sciopero nazionale, in Belgio, per protestare contro l’aumento dei prezzi e il calo preoccupante del potere d’acquisto. A indire la mobilitazione, tre grandi sindacati. Hanno aderito diversi settori, oltre ai trasporti pubblici, anche scuole e imprese.
“E’ sempre così con lo sciopero – dice un passante davanti alla stazione centale di Bruxelles – si danneggia una terza persona, una parte innocente, e questo è un problema, ma è anche l’unica arma di cui dispongono i lavoratori”.
Con tutti gli Eurostar annullati e pochissimi treni, bus e metro in circolazione, nell’ora di punta, si sono formati fino a 300 chilometri di coda. “Credo che ci sia bisogno di una trattativa per chiarire alcune cose, e solo dopo si dovrebbe agire – si lamenta un automobilista – Perchè così noi adesso siamo presi in ostaggio. Dobbiamo andare a lavorare e non possiamo farlo”.
Protestano anche i lavoratori del settore finanziario che chiedono sicurezza in tempi di grave crisi. “Avete salvato le banche – si legge negli striscioni – ma cosa sarà di noi?”. “Oggi alcune compagnie sono in difficoltà – sostiene una rappresentante sindacale – ma questo è solo l’inizio. Il nostro è un segnale forte, dire che i lavoratori sono mobilitati, che hanno timori e preoccupazioni”.
I manifestanti denunciano il fatto che dei proventi della finanza ai lavoratori restano solo “le noccioline” e chiedono regole più severe per il settore finanziario.
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