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Due anni fa veniva uccisa nell’ingresso del suo condominio a Mosca Anna Politkovskaia. Proprio oggi, nel secondo anniversario della morte della giornalista russa, è stata annunciata la prossima apertura del processo.
La settimana scorsa la procura ha trasmesso il dossier a un tribunale militare. L’udienza preliminare si terrà il 15 ottobre. Una notizia che però non soddisfa la famiglia della vittima e le associazioni per la difesa dei diritti umani. Perché sul banco degli imputati non ci saranno né i mandanti né l’esecutore materiale dell’omicidio.
Le autorità si difendono affermando che si sta facendo tutto il possibile per fare luce sulla questione. Dice Vladimir Markin, dell’ufficio della procura russa: “Abbiamo aperto un’inchiesta separata per Rustam Makhmudov, il presunto autore dell’assassinio, e anche per alcune altre persone. Makhmudov è oggi sotto mandato d’arresto internazionale. L’inchiesta proseguirà finché tutti coloro che sono implicati saranno stati trovati e condannati”.
Secondo gli investigatori, Makhmudov, l’uomo che avrebbe sparato i cinque colpi mortali, si nasconde in Europa occidentale.
Saranno invece alla sbarra due suoi fratelli, due ceceni. Altro imputato, un membro della polizia criminale russa. Un ex ufficiale dell’Fsb, sospettato di aver fornito l’indirizzo della giornalista, sarà poi processato per abuso di potere. Restano ignoti mandanti e movente, anche se alcuni oppositori vedono in questo delitto la mano del Cremlino.
Anna Politkovskaia, giornalista del periodico “Novaia Gazeta”, si era infatti più volte scontrata con il governo Putin per le sue inchieste sulla corruzione e sulla guerra in Cecenia.
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