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Per sè stesso è uno stimolo, per tutti un invito a non abbandonare il romanzo.
Questo secondo lo scrittore francese Jean Marie Le Clézio significa ricevere il premio Nobel per la letteratura, come ha spiegato nel lungo intervento in conferenza stampa.
“Bisogna continuare a leggere i romanzi- ha detto- sono un ottimo modo per indagare la realtà senza avere risposte troppo schematiche. Il romanziere non è un filosofo, non è un tecnico del linguaggio, è uno che scrive e attraverso il romanzo pone delle domande”
Autore di una trentina di libri tra romanzi, saggi e racconti , il 68enne Le Clézio è un autore culto in Francia. Fino agli anni 70 si fa conoscere come innovatore del linguaggio, esploratore di forma e stile della scrittura.
Poi la metamorfosi. Scopre il tema dell’infanzia delle culture altre, del viaggio. Inaugura il nomadismo narrativo, dal Messico al Sahara denuncia i guasti dell’urbanizzazione selvaggia e dell’omologazione culturale. E’ capace, secondo l’ Accademia di Stoccolma di esplorare, “il profondo della civiltà dominante”.
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