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I repubblicani americani reagiscono alle accuse contro Sarah Palin, ma la governatrice dell’Alaska potrebbe diventare l’anello debole per John McCain, già in forte ritardo rispetto all’avversario democratico, Barack Obama.
La candidata alla Vice presidenza per i repubblicani è stata giudicata colpevole di abuso di potere da una commissione parlamentare del suo Stato.
“Non c‘è alcuna dimostrazione definitiva che abbia abusato del suo potere” insiste la portavoce di Palin. “Ha agito nel rispetto della legge e questo rapporto la scagiona”.
Interpretazione singolare del rapporto che l’accusa di aver licenziato il responsabile della sicurezza perché questi si era rifiutato di licenziare a sua volta l’ex cognato della governatrice, impegnato nella causa di divorzio della sorella della Palin.
I sostenitori della Palin denunciano un’inchiesta di parte. Ma nella commissione giudicante sedevano dieci repubblicani e quattro democratici e l’affare crea un crescente imbarazzo per il candidato alla Casa Bianca John McCain.
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