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Qualche centinaio di cittadini britannici ha protestato, davanti alla sede della Banca di Inghilterra, a Londra, contro il piano governativo per il salvataggio delle principali banche del paese.

Un piano da 75 miliardi di euro, e che i manifestanti respingono, perché, sostengono, socializza le perdite di gestioni speculative, facendone pagare le conseguenze ai contribuenti.

Proteste anche in Islanda, dove i dimostranti si sono raccolti davanti all’edificio della Banca Centrale, chiedendo le dimissioni dell’attuale governatore.

Nella piccola repubblica la crisi bancaria ha già provocato la nazionalizzazione delle tre principali banche del paese, mentre sono state avviate le trattative con la Russia per un prestito da 4 miliardi di euro.

Le manovre decise da Reykjavik, compreso il congelamento dei conti stranieri, hanno sollevato aspre reazioni di Londra, che minaccia iniziative diploatiche se la situazione non verrà sbloccata.

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