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La Lituania difende la vetusta centrale nucleare di Ignalina, che l’Unione europea vorrebbe veder chiusa entro la fine del 2009.
Interpellati per referendum, gli elettori lituani si sono espressi in maggioranza a favore di un prolungamento delle attività, anche se il quorum non è stato raggiunto e quindi la consultazione non è valida.
Senza la centrale di Ignalina, progettata nel 1974 sul modello di quella di Chernobyl, la Lituania aumenterebbe la sua dipendenza dal gas e dal petrolio russi, uno scenario che a Vilnius non piace, tanto meno nella difficile congiuntura economica attuale.
Le prospettive di ottenere una deroga presso le istituzioni europee dipenderà anche dalla coalizione di governo che uscirà dalle elezioni politiche. Il primo turno, domenica, ha visto i populisti del presidente destituito Roland Paksas arrivare al terzo posto. L’affermazione più decisa è invece quella dell’opposizione conservatrice, anche se potrebbero essere proprio i populisti ad avere più chance di ottenere una maggioranza in parlamento, alleandosi con il partito socialdemocratico.
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