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Il clima divide, la crisi unisce. Nel giorno in cui tutti i mercati hanno chiuso di nuovo in rosso, dal vertice di Bruxelles i 27 leader hanno invocato azioni coordinate contro la crisi approvando le misure del piano d’azione varato dall’eurogruppo.
Tutti d’accordo sulle misure per stabilizzare i mercati, garantire prestiti interbancari e rifondare il capitalismo come ha sottolineato il presidente di turno dell’Unione Europea Nicolas Sarkozy lanciando la proposta di un summit internazionale entro la fine dell’anno forse a New York:
“Non vogliamo in alcun modo che domani le stesse cause producano gli stessi effetti, siamo tutti d’accordo nel sostenere che la rifondazione del sistema finanziario internazionale deve essere globale. Il che significa: tutte le banche deveno sottostare alle regole e alla sorveglianza, ci deve essere trasparenza su tutto senza eccezioni, il sistema di remunerazione deve essere rivisto da cima a fondo per non alimentare altri rischi, infine dirigenti e amministratori, tutti, devono ritenersi responsabili delle loro decisioni”.
Se la crisi ha messo tutti d’accordo, lo stesso non si puo’ dire per la lotta al surriscaldamento globale.
Da una parte il presidente Sarkozy dichiara che è inaccettabile rivedere gli obiettivi fissati dunque il piano d’azione deve essere varato entro dicembre. Dall’altra paesi come Italia e Polonia sono pronte a porre il veto:
Il Ministro polacco per gli Affari Europei Dowgielewizc chiede piu’ tempo per l’approvazione del pacchetto: “ Siamo preoccupati per il nostro sistema energetico, il 94% è basato sul carbone, quindi entro il prossimo anno non riusciremo a fermare la dipendenza della nostra economia dal fonti non rinnovabili. Abbiamo bisogno di trovare soluzioni piu’ flessibili, ci serve altro tempo tempo”.
Il governo italiano chiede pausa di riflessione: per il premier Berlusconi la clausola sulle emissioni di anidride carbonica avrebbe un impatto di valutazione sui costi delle misure per industrie ed economia ritenuti ‘‘insostenibili’‘ soprattutto alla luce della crisi finanziaria.
Oggi la giornata conclusiva e forse decisiva del summit.
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