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Con il suo sorriso e il suo parlare schietto, suor Emmanuelle si era conquistata l’amore dei francesi. La religiosa, che il prossimo sedici novembre avrebbe compiuto cento anni, si è spenta la notte scorsa in una casa di riposo.
Icona della solidarietà e del sostegno ai poveri e agli emarginati, suor Emmanuelle, al secolo Madeleine Cinquin, era nata a Bruxelles, dove aveva compiuto studi in filosofia e religione.
La vocazione si fa sentire sui trent’anni, quando prende i voti e si trasferisce al Cairo. Per vent’anni condivide la vita dei più poveri nelle bidonville egiziane, si batte per far costruire scuole, asili, centri di accoglienza. L’associazione che porta il suo nome continua ad aiutare i bambini in difficoltà in tutto il mondo, dall’Egitto al Sudan, dal Libano alle Filippine.
In molti ricordano le sue partecipazioni a dibattiti televisivi, quando non esitava a manifestare posizioni in disaccordo con la Santa Sede, ad esempio sugli anticoncezionali e sul matrimonio dei sacerdoti. Un’indole ribelle che la avvicinava all’Abbé Pierre, recentemente scomparso e da lei considerato un amico e un modello di vita.
Ad agosto aveva pubblicato un libro intervista. Della morte diceva che è il momento in cui si ritrovano le persone più care. In sua memoria mercoledì sarà celebrata una messa alla cattedrale Notre Dame di Parigi.
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