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Le Borse europee hanno chiuso le contrattazioni in modo pesante, con un calo medio di cinque punti percentuali e bruciando ancora centinaia di miliardi. La giornata è stata caratterizzata da forti vendite dettate soprattutto dai timori di un calo dei risultati di fine anno, delle quotazioni del greggio e dal dato sugli ordini di veicoli industriali a settembre, che misura il polso dell’economia reale a livello continentale.
Nel grafico si vede l’andamento dei cinquanta principali titoli europei nel corso della settimana fino al pessimo risultato di oggi, quando Mosca, ad esempio, è stata costretta a sospendere le contrattazioni per eccesso di ribasso e le borsa di Mosca è costretta a chiudere per eccesso di ribasso, mentre quella di New York limava le perdite.
“E’ stata una seduta catastrofica – dice l’analista François Chaulet -, che riflette le forti vendite su scala globale come quelle che in Asia, hanno obbligato ad alcune sospensioni. Abbiamo visto perdite tra l’otto e il dieci per cento, da brivido!”. Il mercato statunitense è sostenuto soprattutto dal dato nettamente in crescita relativo alla compravendita di abitazioni a settembre, ma no basta. L’euro chiude poco sopra uno e ventisette dollari, e il greggio è venduto attorno ai sessantuno dollari al barile.
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