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Tzipi Livni, incaricata di formare un nuovo governo, getta infine la spugna: di fronte ai ripetuti no del partito ortodosso Shas. Annunciando la decisione, la Livni ha parlato stamani di “estorsione costante” ad opera di Shas, nelle trattative convulse dei giorni scorsi.

Shas è il terzo partito di Israele: la sua partecipazione era indispensabile all’intesa, già messa in piedi, tra il Partito Laburista e Kadima (lo schieramento della Livni). Uno dei punti di maggior disaccordo con Shas riguarda lo status di Gerusalemme: che il partito religioso non vuole in nessun modo negoziare con i palestinesi.

La prospettiva ora più probabile è quella di elezioni anticipate: sarà il presidente Peres a dover decidere, dopo che la Livni, questo pomeriggio, a lui rimetterà il mandato. “Non credo che sia la persona giusta per fare il premier”, dice della Livni un abitante di Tel Aviv. “Ha fallito, non ha mai fatto nulla di rilevante”. “Secondo me è molto negativo un ritorno alle urne”, dice un passante, “l’economia ora è in cattive condizioni e le elezioni costano molti soldi”.

La scadenza naturale della legislatura sarebbe stata nel 2010. Le elezioni anticipate potrebbero tenersi a fine gennaio o a febbraio: alcune fonti di stampa indicano il 17 febbraio.

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