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Gli Stati Uniti parlano di successo, ma per la Siria si tratta di un’aggressione terroristica vera e propria. Non si è fatta attendere la risposta di Damasco al raid aereo americano che domenica ha ucciso otto persone in territorio siriano. Per Washington l’obiettivo era un importante trafficante d’armi in contatto con al Qaida, ma il Ministro degli Esteri siriano Walid al Mouallem, in visita a Londra, ha condannato l’azione. “Consideriamo questo episodio – ha detto – un’aggressione criminale e terroristica e attribuiamo la responsabilità al Governo americano”.
Le forze armate statunitensi hanno colpito con i loro elicotteri dall’Iraq un villaggio siriano in una zona di confine a 500 chilometri da Damasco. L’attacco è stato condannato, tra gli altri, dall’Iran e dalla Russia. La Francia ha chiesto che venga fatta piena luce sull’episodio, mentre il Regno Unito ha espresso rammarico per le perdite civili. Il capo della diplomazia europea, Javier Solana, si è detto preoccupato per l’episodio.
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