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L’Europa discute dell’invio di forze nella Repubblica Democratica del Congo, dopo un giovedì di relativa calma. Il cessate il fuoco proclamato dai ribelli sembra per ora tenere, ma l’Onu resta sul campo con il delicato compito di vigilare, a seguito dei violenti scontri che hanno portato alla fuga decine di migliaia di abitanti. Oggi il comitato Politico e di Sicurezza dell’Unione europea si riunisce a Bruxelles per esaminare l’ipotesi francese dell’invio di militari europei nella provincia del Nord Kivu, teatro dei combattimenti tra esercito e i ribelli tutsi, decisi a conquistare Goma.
Ad avanzare la proposta è stato Bernard Kouchner, ministro degli Esteri della Francia, Paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione europea.
“Non è una questione militare – ha spiegato. E’ una questione di massacro e di barbarie assoluta sulla popolazione civile. I militari che sono intervenuti – ci sono quattromila soldati delle Nazinoi Unite a Goma – non sono in grado di fermare la violenza. Sono le intese politiche che la devono fermare”.
A Kinshasa il commissario europeo allo Sviluppo Luis Michel, in visita nella regione per verificare la gravità della situazione umanitaria, ha incontrato il presidente Joseph Kabila, al quale ha promesso fondi dalla Commissione europea.
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