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Stanno bene i dieci ostaggi sequestrati in Camerun, ma i rapitori minacciano di ucciderli uno alla volta a partire da lunedì. Parigi moltiplica gli sforzi per una liberazione nel più breve tempo possibile.
Tra i rapiti: sei francesi, due camerunensi, un tunisino e un senegalese, dipendenti della società di servizi marittimi Bourbon, che ha tra i suoi clienti la francese Total. “Stiamo lavorando innanzitutto per capire cosa è accaduto – dice un portavoce del Ministero degli esteri francese – e chi detiene realmente gli ostaggi”.
I dieci sono stati rapiti a 180 chilometri da Duala, principale porto camerunense, al largo della penisola di Bakassi, mentre erano impegnati in un’operazione di carico di greggio. I combattenti per la libertà di Bakassi, che li tengono in ostaggio, chiedono l’indipendenza della penisola ceduta quest’anno dal Camerun alla Nigeria.
Hanno l’appoggio del Consiglio per la sicurezza e la difesa del Delta del Niger, uno dei tanti gruppi armati della regione petrolifera nigeriana, teatro di numerosi sequestri di dipendenti di società straniere.
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